Accarezzare un cavallo: breve vademecum per tutti
Se ami i cavalli, saprai che accarezzarli non è solo un gesto dolce, ma anche un piccolo atto di comunicazione. E sbagliare zona può significare ricevere uno scarto, un'orecchia all'indietro… o peggio.
Proprio per questo ho trovato utilissima l'infografica Come accarezzare un cavallo che si può usare come promemoria ogni volta che mi avvicino a un nuovo cavallo.
Zona gradita dalla maggior parte dei cavalli
Il muso, la guancia, l’attaccatura del collo.
Sono aree che molti cavalli apprezzano, perché associano un momento di calma e contatto sociale tra loro (grooming).
Accarezzare con decisione morbida, mai sfiorando in modo incerto.
Attenzione alla sensibilità
L'infografica segnala il sottopancia (dietro il gomito) e l'attaccatura della coda come zone "forse". Alcuni cavalli adorano un grattino alla radice della coda; altri si infastidiscono.
La regola è: prova, ma osserva. Se il muscolo si contrae o la pelle vibra, fermati.
Zona sensibile
Il ventre, in particolare la parte bassa e mediana, è spesso un territorio vietato. Non perché il cavallo sia cattivo, ma perché è una zona vulnerabile.
Anche un cavallo paziente può reagire chiudendosi o spostandosi.
Vuoi essere calciato? – Zona pericolosa
Gli arti posteriori, soprattutto dalla coscia in giù verso il garretto, sono da evitare.
Non solo per sensibilità, ma per istinto: un cavallo può scacciare un insetto con un calcio rapido, senza nemmeno pensarci.
Accarezzare quella zona è un rischio inutile.
Qualche anno fa ho conosciuto un cavallo di nome Quippo. Un bellissimo baio dal carattere dolcissimo, sempre paziente.
Sulla base delle solite indicazioni generiche e luoghi comuni, pensavo che accumulasse le carezze ovunque.
Così un giorno, mentre lo strigliavo, gli passai una mano leggera sul ventre.
Lui non scalciò. Non scattò. Si limitò a contrarre la pelle e a spostare appena il posteriore, allontanandosi di un passo. Silenziosamente, chiaramente.
Quello era il suo “no"”.
Da quel giorno ho capito che ogni cavallo ha un temperamento, una soglia di tollerabilità, una storia.
Quippo preferiva essere accarezzato sull’attaccatura della coda, per esempio (una zona che molti cavalli non gradiscono).
Ogni cavallo è unico.
Le regole sono un ottimo inizio e indizio, ma il linguaggio del corpo è la vera mappa.
Mini glossario
Prima di accarezzare, osserva.
Il cavallo parla continuamente, anche in silenzio.
Ecco i segnali più importanti da saper riconoscere.
Orecchie: se sono rilassate e mobili, il cavallo è tranquillo, puoi avvicinarti.
Se sono puntate in avanti: è curioso o interessato a qualcosa.
Se sono bloccate all'indietro: qualcosa non gli piace. È meglio fermarsi.
Testa e muso: testa abbassata e muso morbido: segnale di rilassamento e fiducia.
Testa alzata e narici dilatate: allarme o paura.
Meglio allontanarsi o, solo se si ha confidenza, una leggera pacca, voce tranquilla e rassicurarlo.
Coda: ferma o che si muove dolcemente: situazione normale.
Coda che frusta in modo deciso: nervosismo, fastidio, o preparazione a un calcio.
Labbra: labbra rilassate, magari con uno sbadiglio: segnale positivo, spesso indica allentamento della tensione.
Labbra tese o denti scoperti: stress o minaccia. Allontanati.
Corpo: pelle che vibra o si contrae: sta dicendo “Qui no, grazie"”.
Corpo rigido e immobile: tensione, meglio fare un passo indietro.
Spazio: se il cavallo si allontana leggermente sta dicendo “Rispetta la distanza”.
Se si avvicina o abbassa la testa verso di te: è un invito al contatto.
Promemoria
Non esistono regole valide per tutti i cavalli, ma la mappa dell’infografica è un eccellente punto di partenza.
Osserva, ascolta, rispetta.
La fiducia con un cavallo non si costruisce imparando a conoscerlo.
Saperlo accarezzare è un modo per dirgli: capisco i tuoi confini
E se un giorno sbagli zona e lui reagisce infastidito non prenderla sul personale.
Sta solo comunicando nel modo che conosce.
A noi il compito di apprendere la sua lingua.