Quando il cavallo dice “No”

Quando il cavallo dice “No”

I cavalli sono animali straordinari, intelligenti e sensibili, ma il loro comportamento può talvolta mettere in difficoltà anche i cavalieri più esperti. Morsi, calci, eccessiva nervosismo o strane abitudini come rosicchiare il legno sono solo alcuni dei problemi che possono manifestarsi. Ma dietro a ogni comportamento “strano” o “difficile” c’è quasi sempre una causa precisa: paura, noia, stress o un istinto naturale che non trova valvole di sfogo.

In questo articolo esploriamo le tecniche principali per modificare i comportamenti indesiderati e analizziamo i disturbi più comuni nei cavalli, per aiutarti a comprenderli meglio e a intervenire nel modo giusto.

I metodi per modificare il comportamento
Quando un cavallo mette in atto un comportamento problematico, la soluzione non è quasi mai la forza bruta. 
Esistono approcci educativi ben precisi, basati sulla psicologia animale, che funzionano molto meglio della punizione fisica.
1. Desensibilizzazione: abituare con pazienza
La desensibilizzazione consiste nell’esporre il cavallo allo stimolo che lo spaventa, ma in modo graduale. L’obiettivo è fargli perdere la paura attraverso una serie di piccoli passi.
Esempio: Se un cavallo non si fa pulire gli zoccoli, si inizia a massaggiargli la parte alta della gamba, per poi scendere lentamente fino allo zoccolo, senza forzarlo mai.
2. Controcondizionamento: sostituire un comportamento con un altro
Questa tecnica insegna al cavallo a reagire in modo diverso a una situazione che prima lo metteva in ansia. Si associa un comportamento positivo (come stare fermo e rilassato) a una ricompensa. Solo dopo che il cavallo ha imparato a mantenere la calma, si inizia a introdurre gradualmente l’elemento che temeva, come il tocco sulla gamba.
3. Flooding: l’esposizione forzata (da usare con estrema cautela)
Il flooding significa sottoporre il cavallo allo stimolo che teme per tutto il tempo necessario fino a quando smette di reagire. È una tecnica molto stressante, che va usata solo da professionisti esperti, perché rischia di peggiorare la paura o scatenare reazioni aggressive.
4. La punizione: l’ultima, non la primascelta
Troppo spesso i proprietari ricorrono alle punizioni fisiche come primo rimedio. 
In realtà, perché una punizione sia efficace deve essere immediata, coerente e adeguata all’intensità del comportamento. Inoltre, va sempre seguita da un momento di ricompensa quando il comportamento indesiderato cessa. 
La punizione, se usata male, può aumentare l’aggressività e la paura, quindi va considerata solo dopo aver provato strade più dolci.
5. L’aiuto dei farmaci
In alcuni casi, il veterinario può prescrivere farmaci per aiutare il cavallo a gestire ansia o stress. 
Ma attenzione: i farmaci non sostituiscono il lavoro educativo. Sono un supporto che va sempre abbinato a tecniche di modifica del comportamento.

La vita sociale del cavallo: comprendere per gestire
I cavalli sono animali sociali. In natura vivono in branchi, con una gerarchia ben definita. Lo stallone di rango più alto guida il gruppo, ma sono spesso le femmine a decidere gli spostamenti, in base alla ricerca di cibo e acqua. I puledri lasciano il branco intorno ai due anni, mentre le puledre possono restare più a lungo.
La gerarchia non si basa solo sulla forza fisica, ma anche su età, esperienza e capacità disopravvivenza. 
I cavalli instaurano legami di amicizia, si puliscono a vicenda e hanno “compagni preferiti”. 
Capire queste dinamiche è fondamentale, soprattutto quando si tiene più di un cavallo in scuderia.

I disturbi comportamentali più frequenti
Vediamo ora alcuni dei problemi più comuni e come affrontarli.

Aggressività (verso l’uomo o verso altri cavalli)
L’aggressività può nascere dalla paura, da esperienze traumatiche o da una gestione sbagliata. In alcuni casi è ereditaria. La soluzione ideale è il controcondizionamento, associando la presenza dell’uomo o dell’altro cavallo a esperienze piacevoli (cibo, carezze, toelettatura). 
La castrazione può aiutare in caso di aggressività legata agli ormoni.
Lignofagia (rosicchiare il legno)
Questo vizio è spesso legato alla noia o a una dieta povera di fibra. In natura un cavallo può pascolare fino a 14 ore al giorno, quindi se viene tenuto in box e nutrito con mangimi concentrati, il bisogno di masticare rimane inappagato.
La soluzione è aumentare il fieno, garantire più movimento e tempo al pascolo.
Coprofagia e picacismo (mangiare feci o terra)
Mangiare le feci è normale nei puledri, ma se capita in un adulto può indicare carenze nutrizionali, in particolare di fibre o proteine. Il picacismo (ingestione di terra, sabbia o altri materiali) è molto pericoloso perché può causare gravi problemi digestivi. 
In entrambi i casi, bisogna rivedere la dieta e aumentare la fibra.
Anoressia (perdita di appetito)
Un cavallo che smette di mangiare può essere vittima di stress sociale, ad esempio se viene separato da un compagno. Anche un puledro può rifiutare il cibo se la madre è aggressiva. È importante valutare il contesto e, se necessario, creare barriere che proteggano il puledro ma gli permettano di vedere e stare vicino alla madre.
Girare in circolo, Ballo dell’orso, scalciare nel box
Sono tutti segnali di noia, energia repressa o ansia da separazione. 
La soluzione è semplice: più esercizio fisico, più compagnia, box più ampi e, se possibile, accesso al pascolo. Anche giocattoli o una visuale verso l’esterno possono fare la differenza.
Cribbing (ticchio aerofagico o d’appoggio)
È un comportamento in cui il cavallo afferra un oggetto con i denti, flette il collo e ingoia aria. 
Produce un suono caratteristico e, a lungo andare, consuma i denti e sviluppa una muscolatura del collo eccessiva. Si combatte aumentando la fibra nella dieta, migliorando la vita sociale e concedendo più tempo all’aperto.
Automutilazione
Il cavallo si morde gambe, fianchi o petto. Spesso è un segno di frustrazione sessuale (nei maschi) o di incompatibilità sociale.
La castrazione, più esercizio e una dieta ricca di fibre (con meno cereali) possono risolvere il problema.
Rifiuto del puledro da parte della madre
Può manifestarsi in tre modi: la fattrice non lo lascia poppare, ne ha paura e scappa, o lo attacca. 
Il primo passo è proteggere il puledro.
Poi si lavora con la madre, usando barriere che le impediscano di colpirlo ma le permettano di vederlo e annusarlo. Se la madre ha dolore al seno (mastite), va curata. 
Nei casi più gravi, può essere necessario trovare una balia o allattare a mano.
Problemi di libido negli stalloni
Uno stallone può perdere interesse per l’accoppiamento se è troppo utilizzato, se l’ambiente è stressante, o se ha avuto esperienze negative. 
Lasciarlo osservare altri stalloni, cambiare fattrice o migliorare l’ambiente di accoppiamento può aiutare a recuperare la voglia.
Ninfomania nelle giumente e comportamenti da stallone nei castrati
Alcune giumente mostrano comportamenti da calore anche fuori dal ciclo, segno che va verificata la presenza di problemi medici. Anche i castrati, in circa il 10% dei casi, possono mantenere atteggiamenti da stallone (monta, aggressività, automutilazione).
In questi casi, è sempre bene fare accertamenti veterinari.
Problemi con il trailer
Il rifiuto di entrare o uscire dal trailer, o l’agitazione all’interno, sono problemi comuni ma risolvibili. 
Tra i trucchi più efficaci: fare indietreggiare il cavallo all’interno (usando piattaforme, non rampe), farlo camminare attorno al trailer prima di entrare, usare un cavallo già abituato come “esca”, e premiarlo con cibo. 
Un trailer con due aperture (entrata e uscita) aiuta a non far sentire il cavallo intrappolato.
Ogni comportamento “strano” del tuo cavallo è un messaggio.
Che sia paura, noia, dolore o frustrazione, il compito del proprietario è ascoltare e rispondere con intelligenza, pazienza e, se necessario, con l’aiuto di un veterinario esperto in etologia.
La relazione con un cavallo si costruisce giorno dopo giorno, con rispetto e comprensione. 

E ricordati: la soluzione più efficace è quasi sempre la più dolce.

Fonte: Il manuale Merck per la salute del cavallo, Raffaello Cortina Editore, 2012

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