West Nile nei cavalli: cosa c’è da sapere
Tra gli animali che il virus West Nile può colpire, ahimè, c'è anche il cavallo, al quale causa una forma di encefalomielite (infiammazione del cervello e del midollo spinale) spesso grave e talvolta fatale.
Ecco tutto quello che c'è da sapere su trasmissione, sintomi, trattamenti e prevenzione.
Cos'è e da dove arriva
Il virus West Nile è comparso per la prima volta in Nord America nel 1999. Si trasmette principalmente attraverso la puntura di zanzare infette. Negli Stati Uniti, tra i cavalli che contraggono il virus, il 10-39% sviluppa sintomi evidenti. Una volta confrontati i sintomi, il tasso di mortalità si aggira intorno al 30%.
La buona notizia è che dal picco di oltre 15.000 casi equini negli Stati Uniti nel 2002, il numero è in calo. I motivi principali sono: disponibilità e uso crescente del vaccino; maggiore consapevolezza della necessità di controllare le zanzare; aumento dell'immunità al virus nella popolazione di uccelli selvatici (gli ospiti serbatoio).
Quali cavalli sono più a rischio
Tutti i cavalli non vaccinati sono sensibili. La malattia può colpire a qualsiasi età, ma è più frequente negli adulti e tende ad essere più grave nei cavalli anziani.
Non tutti i cavalli infettati si ammalano. Alcuni possono addirittura morire senza aver mostrato sintomi evidenti. Ma quali sono i primi segnali e quali i sintomi neurologici?
I primi segnali sono: disagio o ansia; zoppia; febbre modesta; malessere generale.
I sintomi neurologici sono: contrazioni muscolari; danni alla visione; camminare in tondo; pressione della testa contro gli oggetti; difficoltà a deglutire; andatura irregolare e tremore; mancanza di coordinamento e debolezza; paralisi, convulsioni e morte.
I cavalli possono inoltre diventare ipersensibili alla luce, ai suoni o al tatto.
Quando si sviluppa la paralisi completa di uno o più arti, la mortalità sale al 60-80%.
La diagnosi presuntiva si basa su esami del sangue.
Cosa si può fare
Non esiste una terapia antivirale specifica sempre efficace. In alcuni casi si somministra siero o plasma con anticorpi, ma l'approccio più comune è: terapia di supporto (comfort e sicurezza del cavallo); farmaci antinfiammatori (FANS e/o corticosteroidi), anche se non sempre portano miglioramento.
Spesso è necessario provare più strategie prima di trovare quella utile.
Nei cavalli che guariscono, la maggior parte torna a una funzione normale in 1-6 mesi. Tuttavia, almeno il 10% dei proprietari si riferisce effetti a lungo termine.
Prevenzione: vaccino e gestione ambientale
Vaccinazione: La vaccinazione aiuta a proteggere i cavalli. Se un cavallo vaccinato contrae comunque il virus (evenienza improbabile), i sintomi tendono ad essere meno gravi e il recupero migliore. Il veterinario può suggerire un programma adeguato in base alle linee guida correnti.
Gestione ambientale (fondamentale): Eliminare le acque stagnanti: pulire secchi e contenitori almeno una volta a settimana.
Rimuovere oggetti che raccolgono acqua (es. vasi vuoti, pneumatici usati).
Usare ventilatori in scuderia: ridurre zanzare e insetti volanti (attenzione ai cavi elettrici, ben protetti per evitare shock).
Utilizzare insetticidi specifici seguendo le istruzioni in etichetta, soprattutto nei periodi di maggiore presenza di zanzare.
Il virus West Nile può trasmettersi all'uomo? Sì. Anche l'uomo viene infettato tramite puntura di zanzara. La maggior parte delle persone infette non sviluppa sintomi, ma circa il 30% può sviluppare una forma grave (più frequente negli anziani). La febbre West Nile nell'uomo si manifesta con febbre, cefalea e debolezza.
I cavalli sono pericolosi per l'uomo? No. I cavalli non sono fonte di virus per le zanzare e non mettono a rischio chi si prende cura di loro. È invece necessaria cautela solo durante l'autopsia o manipolazione di prodotti ematici di animali infetti.
Hai un cavallo e vuoi proteggerlo? Parla con il tuo veterinario della vaccinazione e inizia oggi stesso a controllare le acque stagnanti nella tua struttura.
Fonte: Il manuale Merck per la salute del cavallo , Edizione italiana Springer-Verlag Italia
(a cura di), Raffaele Cortina Editore, 2016
Immagine: CDC Public Health Image Library (PHIL)